Gli Scacchi Politically Correct

Recentemente qualche genio si è lamentato che gli Scacchi rifletterebbero un atteggiamento razzista perché fra l’altro i Bianchi muovono sempre prima dei poveri Neri.
In effetti è ora che il vergognoso regolamento degli Scacchi originario sia aggiornato. Signori, ecco quindi a voi il regolamento degli Scacchi Politically Correct:

  • ci sono anche i pezzi Rossi e Gialli, così come le caselle, altrimenti si escludono le minoranze asiatiche e quelle native americane;
  • la Regina vale almeno quanto il Re, altrimenti è una visione maschilista e patriarcale;
  • si può scegliere se partire con due Re o due Regine e poter trasformare l’uno nell’altra, per rispettare le comunità LGBT;
  • contro l’olocausto dei Pedoni, al bando tutti i gambetti in cui si sacrificano e la variante del povero Pedone Avvelenato!
  • contro lo sfruttamento degli animali, il Cavallo non può essere mosso per più di due mosse di seguito e mai, dico mai, sacrificato;
  • i pezzi non vengono “catturati” o peggio ancora “mangiati”, emblema di prigionia e cannibalismo: si chiede la loro disponibilità a spostarsi spontaneamente in un’altra casella oppure convivere pacificamente con l’altro pezzo;
  • scopo del gioco non è dare scacco matto al Re ma a un pezzo qualunque, in virtù del principio dell’uguaglianza universale;
  • se si gioca l’apertura Spagnola, poi bisogna usare quella Catalana; così dopo un’Inglese bisogna adottare una Indiana o una Scozzese, e una Siciliana dopo una Berlinese o un’Olandese, per non alimentare il razzismo geografico e rispettare le varie etnie;
  • niente rappresentazione di una guerra: i due Re si siedono a un tavolo a negoziare per via diplomatica il finale di partita;
  • il Re non può avere sulla testa una croce per non urtare le confessioni religiose non cristiane: a scelta si può porre una mezzaluna, una runa celtica, una Stella di Davide, un Om, un Budda o un Taijitu;
  • ma poi, perché mai ci deve essere un Re, emblema di organizzazione sociale monarchica e feudale? Tutti i pezzi sono uguali e ogni 10 mosse si tengono libere elezioni per piazzarli in un ruolo specifico.

    Come dite? Così sono ingiocabili? Sì, ma volete mettere quanto sono moderni e politicamente corretti?

EmilianoSciarra

Sono autore di giochi, scrittore, musicista, programmatore analista e grafico pubblicitario, nell’ordine.

Il mio gioco più famoso è BANG! (dV Giochi, 2002), un gioco di carte speciali ambientato nel Far West. Il mio libro più importante finora è L’Arte del Gioco (Mursia, 2010), un saggio divulgativo di ludologia.

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