Mi azzardo a dirlo!

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Il gioco, si sa, è purtroppo oggetto di pregiudizi e maldicenze. Non del tutto immeritate quando si parla di gioco d’azzardo, sia chiaro, ma assolutamente fuori luogo quando invece ci si riferisce ad altri tipi di gioco, da quello intelligente a quello prettamente riservato ai più piccoli.

Purtroppo la confusione e la cultura ludica, soprattutto italiana, sono tali per cui nei giornali e nella pubblicità si assimila costantemente la parola gioco alla locuzione gioco d’azzardo, come se il gioco fosse d’azzardo, per antonomasia.

Chi si interessa del settore sa invece benissimo che l’azzardo, al di là delle definizioni tecniche più o meno discordanti che se ne possono fare, è al più solo una parte del complesso e multiforme mondo ludico — una delle meno consigliabili e interessanti, peraltro. Che questa specificazione venga sottintesa, come avviene in moltissimi ambiti sia giuridici che di marketing, non è affatto giusto né corretto. Così facendo, infatti, si getta una luce sinistra su tutto l’ambiente del gioco che invece è altamente consigliabile per i suoi benefici effetti dal punto di vista sociale, culturale e intellettuale. Se la gente un po’ giocasse di più, invece di pensare solo a fare e perdere soldi, il mondo sarebbe migliore.

Per questo un plauso va all’Associazione Italiana dei Ludobus e delle Ludoteche, che ha deciso di promuovere la campagna Mi azzardo a dirlo!

Le richieste della ALI per Giocare sono tanto semplici quanto condivisibili:

Chiediamo all’agenzia governativa AAMS (Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato), agli organismi preposti alla realizzazione dei messaggi promozionali e pubblicitari, agli enti e alle organizzazioni che collaborano con AAMS, quali Lottomatica, MOIGE (Movimento Italiano Genitori), FeDerSerD (Federazione italiana degli operatori , dei dipartimenti e dei servizi delle Dipendenze), di adottare una comunicazione corretta in relazione al comparto del gioco pubblico con vincite in denaro, in ogni sua forma, fisica o online.

Riteniamo che sia semplice realizzare una comunicazione corretta.
Chiediamo di aggiungere ad ogni comunicato, ad ogni messaggio, ad ogni cartello, adesivo, affissione, logo, la specificazione “d’azzardo”  alla parola “gioco”, per non usare formule comunicative ambigue che mettono in imbarazzo ed insultano, prima di tutto e in particolare, i bambini e le bambine, che di GIOCO e della parola GIOCO vivono ogni giorno.

Ad esempio si chiede di sostituire la frase insensata “il gioco è vietato ai minori” con un corretto “il gioco d’azzardo è vietato ai minori”. Non potrei essere più d’accordo.

Se volete saperne di più vi rimando al sito della campagna.

EmilianoSciarra

Sono autore di giochi, scrittore, musicista, programmatore analista e grafico pubblicitario, nell’ordine.

Il mio gioco più famoso è BANG! (dV Giochi, 2002), un gioco di carte speciali ambientato nel Far West. Il mio libro più importante finora è L’Arte del Gioco (Mursia, 2010), un saggio divulgativo di ludologia.

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