Dizionario Informale

pdidi

Scroll. Termine vagamente catastrofico che indica invece semplicemente un movimento del contenuto dello schermo

Gateway (pr. ghèituei). Le reti informatiche, si sa, collegano di tutto: dai Mainframe ai PC, dalle piattaforme Unix ai Macintosh. Tuttavia, senza opportuni traduttori essi comunicherebbero fra loro con la medesima efficienza dei muratori intenti a costruire la Torre di Babele. C’è bisogno di aggiungere che questi traduttori si chiamano proprio gateway? Sì, e allora lo facciamo.”

Questo piccolo libercolo in due volumi è stato pubblicato nella collana Criptoeditoria a cura dell’Associazione Novecentonovanta, grazie all’interessamento di Domenico Di Giorgio e di Roberta Barletta. Domenico Di Giorgio è un nome molto noto in campo ludico in Italia, per varie attività legate al suo nome, dalla convention Mucca Games alla direzione della rivista GiocAreA, dalla fondazione della fanzine Un’Altra Cosa fino alla creazione della daVinci Editrice (ora dV Giochi), di cui è direttore editoriale.

Lo scritto, stampato in sole 100 copie e venduto a un prezzo decisamente contenuto (sotto le 5000 lire), è un simpatico dizionario dei termini informatici scritto con uno stile decisamente informale: “Ciascuna voce è infatti esposta con un linguaggio estremamente semplice, colloquiale, perfino spiritoso… come se chiedeste spiegazioni a un amico di vecchia data che ne sa più di voi. Nonostante ciò, le definizioni sono comunque abbastanza rigorose e di immediata comprensione, anche se infarcite di esempi e richiami alla vita di tutti i giorni”, come recita l’Introduzione.
Naturalmente, sebbene all’epoca della pubblicazione (1999) le oltre 500 voci fossero quanto di più aggiornato poteva essere scritto in un’opera divulgativa, oggigiorno molte presenze fanno sorridere, come CGA, EGA, Letter Quality, Sound Blaster o VESA.

Ma sono le omissioni che sorprendono ancora di più: tanto per dirne solo alcuni, mancano infatti, perché ancora non erano nati o poco usati, Google (che era appena nato, si usavano Altavista e Yahoo!), ADSL, I-Pod, MP3, Netbook, Vista, XP, Mozilla, Firefox, Forum, Skype, Torrent e altri ancora… Il che mostra i progressi velocissimi dell’Informatica nell’arco di appena dieci anni.

Pentium. Dopo i 286, i 386 e i 486 la Intel ha deciso bene, con il gusto di chi si diverte a complicare ancora di più le cose, di chiamare il modello successivo Pentium anziché, come era logico aspettarsi, 586.
E le generazioni successive non si chiamano “Sestium” o “Settimium” ma “Pentium II” e “Pentium III”. Tutto molto logico.”

EmilianoSciarra

Sono autore di giochi, scrittore, musicista, programmatore analista e grafico pubblicitario, nell’ordine.

Il mio gioco più famoso è BANG! (dV Giochi, 2002), un gioco di carte speciali ambientato nel Far West. Il mio libro più importante finora è L’Arte del Gioco (Mursia, 2010), un saggio divulgativo di ludologia.

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