Invader

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Invader, pubblicato in due puntate sui numeri 69 e 70 della rivista PowerKaos della Nexus a fine 2000 e ripubblicato poi nel 2006 sulla rivista online della daVinci GiocAreA OnLine n. 25, è un gioco per due giocatori che riproduce le meccaniche degli “sparatutto” (shoot’em up) spaziali degli anni ’80, in cui c’era un’astronave terrestre che doveva distruggere le ondate di alieni che scendevano in formazione.
Il capostipite del genere è, ovviamente, Space Invaders, ma molto del gioco è ispirato anche ad altri classici del genere come Beamrider, Galaxian, Vanguard, Moon Cresta, Galaga.
Il giocatore che controlla la nave terrestre ha a sua disposizione un numero illimitato di proiettili ma ogni turno dispone solo di 5 punti azione, ognuno dei quali può essere usato per spostarsi orizzontalmente oppure per sparare.
Dal canto suo, l’alieno può manovrare una massa numerosa di astronavi, ognuna delle quali può muoversi solo in determinate direzioni, e un numero assai limitato di proiettili contemporaneamente in gioco, in dipendenza del livello. Il tutto è poi condito con astronavi aliene speciali e bonus per il terrestre che gli possono conferire poteri speciali come, ad esempio, potersi muovere anche in verticale.

Ogni livello di gioco termina quando si eliminano tutti gli alieni previsti, dopodiché inizia un nuovo Stage con più nemici e proiettili alieni. Quando il terrestre perde la sua astronave, colpito da un proiettile o speronato da un navicella aliena, i giocatori si scambiano i ruoli.

Poiché ogni alieno fornisce un suo punteggio quando viene eliminato, a fine partita si confrontano i risultati dei due giocatori come terrestri: vince chi ha il totale maggiore.
Invader è un gioco molto carino che va ancora raffinato per essere pubblicato in grande stile, ma l’idea di base mi piace molto e non è escluso che, prima o poi, riesca a trovare il modo di tirarne fuori qualcosa di eclatante.
Fra l’altro, all’epoca era uno dei rarissimi giochi da tavolo ispirati ai videogiochi, e non viceversa.

EmilianoSciarra

Sono autore di giochi, scrittore, musicista, programmatore analista e grafico pubblicitario, nell’ordine.

Il mio gioco più famoso è BANG! (dV Giochi, 2002), un gioco di carte speciali ambientato nel Far West. Il mio libro più importante finora è L’Arte del Gioco (Mursia, 2010), un saggio divulgativo di ludologia.

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